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Lupi e pascoli in Veneto: dissuasori hi-tech e cane robot allo studio

Università di Padova, Regione e Veneto Agricoltura testano luci e ultrasuoni contro i lupi. Il cane robot è una fase futura, tra costi discussi e critiche.

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Un lupo appenninico che corre nella neve tra i rami
Un lupo appenninico in Calabria. Immagine di contesto, non legata al progetto. · Foto: Gianluca Congi, CC BY-SA 4.0

Un gruppo di ricerca dell'Università di Padova, insieme a Regione Veneto e Veneto Agricoltura, sta studiando come tenere i lupi lontani dai pascoli senza abbatterli. Il progetto è stato presentato il 30 ottobre 2026: per ora si basa su dissuasori fissi di luce e suono, mentre un cane robot è previsto in una fase successiva.

Remo e Romolo, i primi prototipi#

Il gruppo è guidato dai professori Nicola Trivellin, Alessandro Pozzebon e Michele Scotton. Il problema di partenza è noto: recinzioni elettriche e dissuasori acustici funzionano all'inizio, poi il lupo ci si abitua. L'idea è variare nel tempo gli stimoli luminosi e sonori, così che restino sempre "nuovi" per l'animale.

  • Remo, il primo prototipo, è installato da novembre 2025 nel parco faunistico AnimaNatura di Semproniano (Grosseto).
  • Romolo, una versione più matura, è in prova da fine settembre 2026 nel parco faunistico dell'Amiata, in Toscana.

I risultati sono descritti come preliminari ma incoraggianti: gli ultrasuoni hanno provocato l'allontanamento dei lupi, mentre le reazioni alle luci stroboscopiche cambiano in base a colore e frequenza.

Il ruolo del cane robot#

L'obiettivo finale è una rete di unità autonome lungo il perimetro dei pascoli, alimentate da pannelli solari, con un sistema di intelligenza artificiale che riconosce il lupo ed evita falsi allarmi. In una fase successiva un robot quadrupede dovrebbe muoversi da solo sui terreni accidentati, rispondere alle chiamate dei sensori perimetrali e portare i dissuasori dove servono. L'Università non indica marca né modello.

Costi e critiche#

Secondo alcune testate il robot sarebbe uno Spot di Boston Dynamics. Il sito Tutela rurale, che critica duramente il progetto, riporta circa 55.000 euro per robot più altrettanti per allestimento e accessori; PetStory cita circa 70.000 euro a unità, la cifra indicata dai critici. Sono numeri non ufficiali. Sempre secondo Tutela rurale, l'ipotesi dei robot quadrupedi era stata illustrata da un dirigente di Veneto Agricoltura già il 30 settembre 2026, a un convegno della Cia a Longarone.

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha definito l'iniziativa "fantascienza pagata con i soldi dei contribuenti" e dubita che batterie e segnali reggano fango, gelo e pendenze. Secondo PetStory, la Regione risponde che i primi risultati saranno resi noti nei prossimi mesi.

Un precedente in Spagna

Il Gruppo di Robotica dell'Universidad de León ha sviluppato nel progetto SELF-AIR un robot quadrupede "pastore", addestrato su oltre 80.000 immagini per riconoscere pecore e lupi. Secondo Agrodigital (20 maggio 2026), i ricercatori hanno osservato che i lupi sono particolarmente sensibili al rumore di avvio di un drone.

Fonti#

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